SERVIZI UTILI
 Indirizzi email
 Ricerche Archivio
 Info Borsa
 Link

ANNUNCI: impiego, immobiliari e veicoli
bazar

Partners
ticino7

teleticino

ticinonline

Links
www.solohockey.com
fantasyteam

Shop
tishop


cdtOnline
12.1.2001

 ATTUALITÀ ONLINE      
Ultimo aggiornamento:
12.1.2001 - 16:59

 SPECIALE ONLINE
 - Archivio
 - eXtra Rete
 - Cinema
 - Agenda
 - Meteo
 - Finanza
 FORUM
Esiste la corruzione in Svizzera?

Sì - 27
No - 4
Non so / Indifferente - 6

Ricerche
Data edizione
(gg.mm.aaaa)
 - Altre ricerche
 CLUB CdT
 - Azioni CdT Club
 - Modifica abbonamento
 - Nuovo abbonamento
 - Tariffe

Per informazioni: cdt_online@cdt.ch
Confederazione - edizione 12.01.2001


Nel campo i pionieri sono Ginevra e Ticino


Sebbene il tema del finanziamento dei partiti e del loro ruolo nella vita pubblica sia ancora un tabù duro a morire, nel nostro Paese non mancano le eccezioni, che guarda caso provengono da due cantoni latini, spesso all'avanguardia in questo genere di cose, Ticino e Ginevra.
Il nostro cantone ha addirittura superato in velocità la sempre «avanguardistica» Ginevra, adottando nell'ottobre 1998, non senza discussioni e strascichi legali una legge per un finanziamento più trasparente delle campagne elettorali. La nuova legge prevedeva tra l'altro che i partiti rendano pubbliche tutte le donazioni superiori ai 10.000 franchi e imponeva un limite massimo di 50.000 franchi ai finanziamenti esterni per ogni candidato.
Proprio contro quest'ultima disposizione Tiziano Balmelli aveva presentato ricorso al Tribunale federale nel gennaio 1999 ritenendola discriminatoria, perché a suo modo di vedere la norma favoriva i candidati ricchi, che possono perciò finanziare la loro campagna di tasca propria. Argomentazioni accettate in toto dai giudici di Losanna, per cui questa norma oggi non esiste più. Oggi, stando a quanto ci ha dichiarato Balmelli, il dossier è ancora fermo in qualche cassetto, ma a suo dire esisterebbe la volontà politica di riprenderlo in mano percorrendo al via da lui auspicata, ossia quella delle limitazioni delle spese elettorali.
A Ginevra una norma simile a quella ticinese è entrata in vigore nel settembre 1999. Anche qui esiste la volontà di rivederla, obbligando partiti e gruppi a presentare i conti e introducendo una limitazione delle spese, che per ogni lista in corsa per il Gran consiglio saranno limitate a 100.000 franchi. Per chi sgarra sono previste multe salate e la perdita dei seggi conquistati. Ancora tutta da verificare però la costituzionalità di queste sanzioni.
Basilea campagna sta invece battendo una via più tradizionale. Il Gran consiglio ha infatti approvato una norma per il finanziamento pubblico dei partiti, sia pure attenuata da una severa norma sulla trasparenza delle spese. Sulla legge pende però già la spada di Damocle del referendum. Dall'esito segnato se gli elettori basilesi confermeranno la tendenza dei sondaggi a livello svizzero, da cui è sempre risultata una notevole avversione per l'uso del denaro pubblico in favore dei partiti. r.b.



© 1999-2001 Corriere del Ticino. Tutti i diritti riservati.